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<RECENSIONI>
  <LIBRO>
    <TITOLO>Agnese</TITOLO>
    <AUTORE>Giovanni Buzi</AUTORE>
    <EDITORE>TABULA FATI</EDITORE>
    <COPERTINA>copertine/agnese.jpg</COPERTINA>
    <WIDTH>216</WIDTH>
    <HEIGHT>300</HEIGHT>
    <RECENSIONE>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Agnese è un libro di memoria nel quale, però, l'autore riesce a superare quello che fu definito 
"il limite italiano" di una certa narrativa, la vocazione all'idillio, alla memoria, appunto, 
all'autobiografia, per arrivare alla cronaca reale, alla storia, quella di una generazione: 
gli anni di "Carosello".
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Superati, ormai, gli affanni di un lungo dopoguerra, gli italiani, 
compresi gli abitanti del paese natio dell'autore, 
s'affacciano cautamente al mondo del benessere, del "consumismo". 	
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Ne fanno fede motorini e seicento, certe pretese d'eleganza dell'abbigliamento femminile 
e il già marcato predominio della televisione nella vita quotidiana. 
Il ricordo della madre, cuore del racconto, s'allarga alla rievocazione della vita del borgo 
e dei suoi abitanti. Ne esce un vivace affresco di figure, sveltamente ritratte, 
che ritmano il colloquio dello scrittore con la sua memoria. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Il tutto viene espresso con un divertente "lessico familiare" rivelatore della bonaria arguzia, 
del gusto per lo scherzo che accompagnavano i tempi ancora semplici della vita paesana. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Poi ci sono i temi intrecciati dei colorati paesaggi naturali, 
(l'autore non può che essere anche pittore) con i paesaggi interiori di un animo infantile. 
L'intera narrazione, in realtà, trascolora dal fatto raccontato all'intimità del sentire, 
delle emozioni, per arrivare e concludersi, con pudore delicato, nell'impatto, inevitabile per tutti, 
con il dolore. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
E' proprio la possibilità, per ciascuno di noi, di ritrovarsi in questa storia che la rende interessante 
e gradevolmente fruibile alla lettura. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
</RECENSIONE>
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  </LIBRO>
  <LIBRO>
    <TITOLO>Senso Unico</TITOLO>
    <AUTORE>Laura Schiavini</AUTORE>
    <EDITORE>ECO Edizioni</EDITORE>
    <COPERTINA>copertine/senso.jpg</COPERTINA>
    <WIDTH>187</WIDTH>
    <HEIGHT>300</HEIGHT>
    <RECENSIONE>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Storia d'amicizia e d'amore che dell'amore, appunto, ricorda la possibilità di vie infinite, anche a senso unico, 
che non sempre seguono i percorsi della cosiddetta normalità. 
Non è, infatti, con ordinari legami familiari o per mezzo di rapporti amorosi consueti 
che la protagonista del romanzo trova l'ideale appagamento dei sensi come degli affetti.
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Sono pur sempre questi ultimi a dominare il racconto, costringendo il lettore ad una continua riflessione, 
a rivedere le sue consolidate certezze, ad uscire dal tetragono mondo del conformismo 
per appropriarsi intus dell'animo di chi è comunemente definito diverso. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
In amore, quello vero, quello che rende tutti ugualmente fragili o forti, felici o disperati, nessuno, in realtà, è diverso. 
Questo è il messaggio insito nel racconto che scorre con buon ritmo attraverso dialoghi fluidi, dal linguaggio immediato, 
giovane, disinibito.
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
</RECENSIONE>
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  </LIBRO>
  <LIBRO>
    <TITOLO>Comprare un santo</TITOLO>
    <AUTORE>Ettore Masina</AUTORE>
    <EDITORE>O.G.E. Editore</EDITORE>
    <COPERTINA>copertine/santo.jpg</COPERTINA>
    <WIDTH>203</WIDTH>
    <HEIGHT>300</HEIGHT>
    <RECENSIONE>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Narrativa d’Autore, Autore con l’iniziale maiuscola, è quella di Ettore Masina che, con una prosa fluida, moderna, 
da “penna facile”, accompagna il lettore attraverso una vicenda ambientata nel 1700. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Una felice caratterizzazione dei personaggi li fa conoscere in modo così diretto che sembra, quasi, 
di poterli trovare nel contemporaneo di certe atmosfere paesane, in taluni ambienti chiusi, tuttora, 
a distanza di secoli, incontaminati dai “lumi” che non avevano certo valicato la soglia di coscienza 
dei settecenteschi protagonisti. Vien da pensare all’attualità della voglia di Santi e di miracoli. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
L’intenzione storiografica, attenta e documentata, sembra diventare protesta, perché sposa la storia 
e la cronaca vissute dagli umili, dai vinti, dagli emarginati e bolla, riconoscendolo, 
il conformismo religioso come quello moralistico: aspetto della tradizione italiana negligentemente aggrappata 
alla retorica del “mito”. Così la Roma dei Papi è presentata, non già nelle magnificenze dei suoi fasti, 
nella glorificazione dei potenti, nell’enfatica celebrazione del “sacro”, ma, con immagini crude e veritiere, 
nella fragilità, nell’ambiguità e negli umani, peccaminosi errori del “profano”. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
La narrazione è condotta con caustica ironia e con un’arguzia da “pasquinate”. 
L’élan principe del racconto è, a mio parere, il senso della pietas, il com-patire le sofferenze, 
le ingiustizie, le miserie che, in ogni epoca, accompagnano il cammino dell’uomo; senso che dà ampiamente la misura 
della “cifra” umana dell’autore. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
</RECENSIONE>
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  </LIBRO>
  <LIBRO>
    <TITOLO>Una volta sola</TITOLO>
    <AUTORE>Donatella Decise</AUTORE>
    <EDITORE>I fiori di campo</EDITORE>
    <COPERTINA>copertine/unavolta.jpg</COPERTINA>
    <WIDTH>208</WIDTH>
    <HEIGHT>300</HEIGHT>
    <RECENSIONE>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Storie vere, narrate come fiabe e storie inventate, con l’autenticità coinvolgente del vissuto: in questo singolare gioco letterario consiste la peculiarità del libro di Donatella Decise. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Già dalle prime pagine si sprofonda nel flusso felice della narrazione. Personaggi e vicende si fanno sfogliare con curiosità e partecipazione. Sono vite di persone comuni, talora, come nel lontano passato di guerra, proiettate in un’avventura più grande di loro e sempre, anche nella contemporaneità, in bilico tra l’entusiasmo degli ideali, dei sogni, degli aneliti alla libertà, alla giustizia, all’amore, e la prostrazione della realtà, spesso ingiusta e spietata.
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Le storie s’intrecciano, si sovrappongono o s’incastrano come le tesserine di un “puzzle”. Portano dall’esigenza di riconoscerci in un passato, in cui affondare le nostre radici, alla necessità di coltivare con pazienza un senso del futuro. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
La lettura procede, via via, in un clima d’attesa, poiché si avverte il legame misterioso che unisce i racconti: l’orologio che, sia pure in tempi e luoghi diversi, sembra scandire i ritmi di comuni destini. 
Il libro di Donatella Decise rientra a pieno titolo nelle “buone letture” che l’appassionano, come risulta dalla quarta di copertina di "Una volta sola". 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
</RECENSIONE>
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  </LIBRO>
  <LIBRO>
    <TITOLO>Andrai e tornerai</TITOLO>
    <AUTORE>Umberto Castagna</AUTORE>
    <EDITORE>Edizioni GRAUS</EDITORE>
    <COPERTINA>copertine/andrai.jpg</COPERTINA>
    <WIDTH>198</WIDTH>
    <HEIGHT>300</HEIGHT>
    <RECENSIONE>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
“Andrai e tornerai” è un libro speciale, innanzi tutto per l’offerta stupefacente di cultura: una cultura non esibita, 
ma interiorizzata, parte integrante di una persona nella compiutezza del suo essere. 
Qui il sapere è filosofia, autentica scienza di vita, ed è fede e religiosità pura. 
La sacralità del Divino è pregnante in ogni pagina, scevra d’ogni conformismo bigotto. 
La religione, nello scritto di Umberto Castagna, è intima e sofferta aspirazione alla Verità, all’Assoluto, 
accompagnata, al contempo, dall’umile accettazione della fragilità umana. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
Il vero protagonista del racconto è, infatti, l’uomo nelle sue passioni, nei limiti, nelle debolezze 
come nella forza che lo porta a intuire quale possa essere il profondo significato del vivere, 
inteso come armonioso compenetrarsi di tutte le sue potenzialità e non ristretto unicamente a un totalizzante sacrificio. 
Se è pur vero che la vita stessa, nel suo tortuoso cammino, c’impone scelte inevitabili e 
che ogni scelta comporta una rinuncia, spesso dolorosa, è altrettanto certo che nella libertà di scegliere 
sta la dignità dell’uomo. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
L’Autore ci conduce lungo l’accidentato percorso verso la coscienza di sé, in un alternarsi di dubbi e ripensamenti, 
di partenze e ritorni. Attraverso immagini, suoni, odori di luoghi incantevoli, veri paesaggi dell’anima, 
riscopre le vicende tristi e liete della fanciullezza e della giovinezza. Rivivono nella narrazione scampoli di storia, 
riconoscibile dai lettori anziani che l’hanno vissuta e fruibile anche dai giovani che l’hanno sentita raccontare. 
Vi si potranno cogliere insieme il saggio disincanto dell’età senile come le verdi speranze della gioventù. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
	<PARAGRAFO>
	<RIGA>
La lettura è piacevole e coinvolgente per un narrare pacato e profondo nell’intima corrispondenza fra parole e 
moti dell’animo, fra significanti e significati e che sa proporsi anche con tocchi magistrali di bonaria ironia. 
Il “Quasi un romanzo” di Umberto Castagna è, in realtà, più che un romanzo. 
E’ un libro da leggere e rileggere per meditare. 
	</RIGA>
	</PARAGRAFO>
</RECENSIONE>
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  </LIBRO>
</RECENSIONI>
