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"Renato Gerard" A cura di Lorella Lorenzoni Di Renato Gerard è stato scritto che è simile ad un”fanciullo poeta” e proprio questo traspare dalla sua grafia essenziale, tipografica, contrassegnata da legamenti originali e con lettere disegnate all’inverso, grafia che emana nell’insieme una freschezza nel tratto simile a quella di un adolescente. La limpidezza con cui il bianco isola il nero sembra gravitare il poeta in profondità, pur lasciandolo ben ancorato al mondo reale, all’impegno nella vita concreta. Due diversi piani si incontrano in Renato Gerard: la valorizzazione dello spazio esterno e sociale e l’ avvolgente protezione di uno spazio intimo che preservi gelosamente la sua anima da ogni contaminazione. Così la stilizzazione delle sue lettere riflette uno spirito sintetico capace di far affiorare una sua veduta originale della realtà per renderla poi facilmente condivisibile con gli altri. Colpisce la sua firma personalizzata: l’iniziale simile ad una chiave di violino sembra indicare l’accesso alla sua anima melodiosa, ricca di emozioni e dove il tentativo di congiungere istinto e ragione -visibili negli allunghi- compone il senso interpretativo di questa firma dolcemente per poi chiuderla con un deciso paraffo che ermeticamente protegge il corpo delle lettere e ne traduce non tanto il desiderio di non voler mostrare la sua natura, ma piuttosto quella chiusura necessaria per rimanere assorto ad ascoltare il significato nascosto della vita e cercare “la fonte di un’eco lontana”. |
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