"Guardare nelle parole"
A cura di Lorella Lorenzoni


Parole che cercano ordine quelle tracciate sul foglio bianco da Bruna Nizzola. Lettere accurate, scandite con cura, precisione e chiarezza. Il tratto intenso e vivido nella sua lucentezza pare evocare il luccichio di trasparenti acque e così, tra regolari chiari e scuri pressori, i segni si imprimono sicuri nel luminoso bianco del foglio, narrando nel silenzioso dialogo tra forme, spazi e posati movimenti, un forte desiderio di esserci. Lettere fiere, essenziali, che si erigono rispettose e controllate molto simili ai rami degli alberi da lei tratteggiati e tendono verso il cielo quasi a sussurrare in quella spinta tutta l’aspirazione di un io attento al reale, al sentire, ma diretto verso un mondo ideale nel tentativo di unire intelletto a spiritualità. Ecco allora che la scrittura di Bruna Nizzola appare nella sua ricercata regolarità, nella tenuta del rigo simile ad un efficiente strumento di precisione che nella lentezza del tratto e nella scelta formale dei grafemi pare riflettere il profondo desiderio di volgere attenzione ad ogni piccola cosa, contemplare ogni particolare. Sono evidenti nella grafia le attitudini di riflessione e attenzione. I segni composti con lentezza, aggraziati e ben strutturati, indietreggiano inclinandosi a sinistra come spinti da una leggera brezza e narrano di come l’ identità dell’artista sia catturata in uno spazio senza tempo, in un indefinito gioco di ricordi, non solo avvolta dal passato, ma quasi trascinata nell’ascolto silenzioso di ataviche memorie o guidata da percezioni appena sfiorate in sogno. Nella scrittura di Bruna Nizzola è possibile scorgere una sfida interiore tra ricerca di elevazione e tra attitudini come costanza, disciplina e controllo, dove la quotidianità sembra acquisire importanza perché vissuta con semplicità e consapevolezza. Così oltre al desiderio di essere presente e utile agli altri, la grafia “sentimento- sensazione” di Bruna Nizzola composta da dimensioni grandi rivela, da vari elementi grafici e da quelle lettere finali disegnate spontaneamente più grandi, negli arrotondamenti di alcuni ovali, un’ anima aperta, pura, ingenua simile a quello di una fragile creatura che osserva il mondo davanti a sé con meraviglia ma che nel contempo sa divenire cauta, prudente e saggia. Il bianco filtra negli ampi ovali, avvolge le parole accompagnando il segno nero, il tangibile: “t” come croci che si sopraelevano, “a” con finali dirette verso la terra. Ecco che attraverso le porte del cosciente avviene l’incontro con l’ignoto, rivelando nell’artista una maestosa forza sotterranea che può orientarla ad esprimersi con sacrificio,sforzo, volontà e dedizione per raggiungere i suoi ideali, ora attraverso esplosioni di energia e slanci, ora attraverso una mite e silenziosa riservatezza. Le torsioni delle aste, come in un gioco di specchi, riflettono la stessa modalità grafica dei suoi tortuosi tronchi di alberi e così anche nella grafia tali torsioni alludono a dolorose ferite, ma sono risanate grazie all’azione guidata del sentire e della possibile trasformazione. La scrittura di Bruna Nizzola, nella composta e ordinata tensione estetica, riflette la capacità di vedere e ascoltare quanto la vita quotidiana svela e nasconde e la trascina con una dolce nostalgia a vedere dentro se stessa in luoghi, emozioni e ricordi che sembrano trovare pace attraverso il suo gesto artistico caratterizzato da una aggraziata delicatezza esecutiva e un’ impalpabile trasparenza di colori. Così tra gesto scrittorio e gesto artistico è possibile avvicinarsi al segreto elemento di trasformazione di Bruna Nizzola che pare donare allo spettatore il messaggio che la contemplazione attenta di tutto ciò che circonda il quotidiano e la natura e nel suo fluire divengono prezioso nutrimento capace di sollevare l’uomo da ogni disperazione. Nella linea di continuità tra scrittura e gesto artistico emerge quell’ impalpabile levità che spontaneamente trasporta proprio là“ dove il giglio d’acqua si contempla assorto”.